BLOG di Dino Donofrio «AGGREGAZIONE NOTIZIE in tempo reale» - contatti e-mail: sindacopermilano@... >>>Entra

Visualizzazione post con etichetta ELEZIONI MILANO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ELEZIONI MILANO. Mostra tutti i post

martedì 31 maggio 2016

Sì o no a Milano Città Stato? Le risposte di 6 candidati sindaco in Triennale

329
6 candidati sindaco hanno accettato l’invito dell’associazione Milano a confrontarsi su Milano Città Stato, lunedì 30 maggio al Salone d’Onore della Triennale. Si tratta di Maria Teresa Baldini, Marco Cappato, Gianluca Corrado, Nicolò Mardegan, Stefano Parisi e Luigi Santambrogio che hanno dimostrato come il tema della maggiore autonomia di Milano sia per loro una priorità, nonostante la diversità di pensiero.
E’ proprio questo che ha animato l’iniziativa organizzata dall’associazione Milano: unire le diverse parti politiche su un intento comune, per portare Milano a poter essere all’altezza delle migliori europee.

COME E’ NATO IL PROGETTO DI MILANO CITTA’ STATO

Nell’introduzione dell’evento sono state ricordate le origini del progetto. Tutto è nato all’interno di Vivaio, associazione fondata nel 2012, aperta a persone di ogni idea o pensiero politico, accomunate dal desiderio di rendere Milano una città leader a livello internazionale. In questi anni Vivaio si è dedicata a supportare progetti visionari per la città, come il Parco Orbitale, lo Scooter Sharing, il museo diffuso o il bosco immobile, e alla fine del 2014 per la prima volta si è deciso di immaginare anche un progetto con ricadute politiche. La domanda è stata: che progetto politico potrebbe portare Milano all’altezza delle migliori città europee?
milano citta stato conferenza triennale 30 maggio 2016
milano citta stato conferenza triennale 30 maggio 2016

L’IMPORTANZA DELL’AUTONOMIA

Per la risposta è bastato dare un’occhiata a cosa accomuna le migliori città d’Europa: l’autonomia. Hanno tutte ampi margini di autonomia concessi dagli stati di cui fanno parte. In particolare sono città stato, nel senso che hanno uno status da regione che consente loro di interfacciarsi direttamente con il governo nazionale. Questo vale per Madrid che è comunità autonoma, per la grande Londra, grazie al referendum del 1998, per Berlino, che è città stato, così come Brema, Vienna o Amburgo, la seconda città tedesca per popolazione, in cui anche grazie all’autonomia c’è il più alto reddito pro capite della Germania.
In tutti gli stati europei ci si è accorti che ormai le grandi città internazionali competono tra loro e per questo occorre dare loro maggiore autonomia per poter competere ad armi pari. Questa esigenza c’è anche per Milano: è evidente che un giovane o un’azienda oggi lasciano Milano per andare a Dublino, Londra o Berlino, ma sempre più di rado lo fanno per trasferirsi in altre parti dell’Italia.
In tutti gli stati ci si è accorti che dare più autonomia alle loro città migliori non solo rinforza quelle città, ma rinforza anche l’intero stato. Per questo il progetto di Milano Città Stato si pone l’obiettivo di rilanciare Milano ma costituendo anche un laboratorio che sia di stimolo per il nostro Paese che da decenni sta perdendo terreno in Europa.
Così da Vivaio è nata l’associazione Milano che si occupa di portare avanti il progetto di Milano Città Stato. E visto che si tratta di un progetto che necessita condivisione tra le diverse parti e politici che poi possano attuarlo, per questo ha invitato tutti i candidati sindaco, con la speranza che in nome del futuro di Milano potessero per un momento abbandonare divisioni e strumentalizzazioni della campagna elettorale per condividere una visione comune.
E’ stato anche invitato sul palco Corrado Passera che condivide il percorso dell’associazione e che anche se si è sfilato dalla sfida elettorale, ha dichiarato di voler dare il suo apporto per questa iniziativa per la città di Milano.

SI O NO A MILANO CITTA’ STATO: LE RISPOSTE DEI CANDIDATI SINDACO

All’invito hanno risposto 6 candidati di diversi schieramenti politici. Un settimo, Basilio Rizzo, doveva partecipare ma ha dovuto dare forfait all’ultimo, inviando un delegato.
Prima dell’intervento di 7 minuti di ciascun candidato presente, Marilisa D’Amico, docente ordinario di Diritto Costituzionale alla Statale di Milano, ha illustrato tutti i modi concessi dalla nostra Costituzione che consentono a Milano di arrivare allo status di Regione, modificando anche le caratteristiche previste per le regioni attuali, un po’ come successo a Londra o a Berlino che a suo parere costituisce l’esempio più auspicabile per la nostra città.
A questo punto inizia in stile TED la proclamazione di intenti dei candidati. Ecco cosa hanno risposto.

GLI INTERVENTI IN SINTESI

L’unico candidato donna, Maria Teresa Baldini (Fuxia People), ha dichiarato: “Sì per una Milano città Stato ma intesa come valore per la gente”.
Marco Cappato (Radicali) sostiene che “La Forza di una città sia nell’apertura. Non si può rischiare di finire in una trappola del regionalismo e dello statalismo che hanno affossato le nostre regioni. Sì a una città autonoma ma con condizione. Non sull’attuale modello di chiusura burocratica”.
Per Gianluca Corrado (Movimento 5 Stelle) “Le 14 città metropolitane sono strutture vuote perché non hanno sufficienti conferimenti statali. Milano merita un’autonomia maggiore”.
Nicolò Mardegan (NoixMilano) è stato netto: “La politica è morta e Milano cerca di ricostruirla ed è l’unica città che trascina la Nazione”, dichiarando “Sì per la città Stato per liberare Milano dagli avvoltoi dei Palazzi romani”
Per Stefano Parisi (centrodestra) “Il modello deve essere di maggiore autonomia fiscale. Sì, ma con una chiara idea di cosa sia l’autonomia”.
Luigi Santambrogio (Alternativa Municipale) dice “Sì alla città Stato (…) ma restituendo ai cittadini il rispetto per la cittadinanza”.
Alla fine di ogni intervento ogni candidato doveva firmare SI o NO a Milano Città Stato. Risultato? Hanno tutti sottoscritto il SI a una Milano che abbia lo status di regione, come consentito dalla Costituzione e come lo sono le migliori città europee.

L’IMPEGNO FUTURO DELL’ASSOCIAZIONE MILANO (E DI MILANOCITTASTATO.IT)

associazione milanoAnche alla luce dei risultati emersi, i lavori si sono conclusi riaffermando l’impegno dei padri fondatori dell’associazione Milano, una trentina erano presenti in sala, di proseguire il percorso intrapreso, per costituire un gruppo di lavoro che unisca le diverse parti politiche per proporre alla prossima giunta un progetto di autonomia per Milano. Autonomia vera, in tutto e per tutto come una regione. Con quei poteri previsti dalla Costituzione Milano dimostrerà di farne un uso buono e responsabile di fronte a tutta la nazione. E l’associazione Milano non mollerà fino al risultato.
Perché il bene di Milano sarà sempre al di sopra degli interessi di una singola parte politica.


venerdì 26 febbraio 2016

Milano. Besostri disponibile a candidarsi a sindaco


Felice Besostri, l’avvocato anti-Italicum, ha dato la propria disponibilità a candidarsi a sindaco di Milano. L’iniziativa nasce da una richiesta partita da ambienti laici della sinistra socialista alla quale Besostri ha deciso di aderire e “rappresenta anche una risposta all’ipotesi di una candidatura di Curzio Maltese di cui si parla oggi sul Manifesto”, spiega lo stesso Besostri. “L’idea – aggiunge – è quella di costruire una lista di sinistra, ovviamente diversa da quella che sosterrà Giuseppe Sala, in cui confluiscano liste civiche, comitati di quartiere la componente socialista di sinistra, Rifondazione comunista, Sinistra italiana”.
Ex senatore, avvocato, Besostri è stato prima protagonista della battaglia, vinta, contro il Porcellum, poi ‘bocciato’ dalla Consulta, e ora è capofila dell’iniziativa contro l’Italicum, la nuova legge elettorale, impugnata di fronte a 17 tribunali italiani: è di due giorni fa la notizia che il
tribunale di Messina ha deciso di rinviare gli atti alla Consulta dubitando della costituzionalità dell’Italicum.
Besostri è stato anche in lizza per la Corte Costituzionale nell’ultima tornata di votazioni da parte del Parlamento in seduta comune.
Fonte: Ansa
Milano. Besostri disponibile a candidarsi a sindaco

lunedì 15 febbraio 2016

Sindaci tecnici per le grandi città: stesso film del dopo Tangentopoli degli anni ’90





E’ evidente a tutti lo stato di crisi di idee, di consensi e soprattutto di personale politico spendibile in cui versano i partiti della seconda Repubblica
Ci risiamo: una pletora di tecnici prestati alla politica candidati alla guida delle più grandi e importanti città italiane.  Si ritorna decisamente al passato e cioè al dopo “Tangentopoli” di oltre 20 anni fa e all’introduzione della legge per l’elezione diretta del sindaco, quando i partiti superstisti dalle macerie di “Mani pulite” e quelli nuovi partoriti della cosidetta “Seconda Repubblica” si affannavano alla ricerca di magistrati, uomini di legge e imprenditori di successo per far loro indossare la fascia tricolore di rappresentanza e lasciare dietro le quinte alla nomenklatura elettoralmente impresentabile il tavolo di gioco e i cordoni della cassa. Si pensi alla stagione di sindaco di Genova del magistrato Adriano Sansa e il “signore” del caffè Riccardo Illy a Trieste.  Due esempi per tutti liquidati poi in tutta fretta perchè completamente avulsi e “marziani” delle regole della politica che non si piegavano ai rituali del sottogoverno e delle decisioni assunte in cabina di regia dalle segreterie dei partiti. E  da quelle “infelici” esperienze però partì la stagione dei sindaci ovvero nomi di rilievo nazionale che andarono a guidare le loro città che sino allora li avevano proiettati in parlamento: Antonio Bassolino a Napoli, Francesco Rutelli a Roma, Adriana Poli Bortone a Lecce, Enzo Bianco a Catania e Leoluca Orlando a Palermo (questi ultimi due dopo un ventennio ancora in carica nelle rispettive città, ndr). Una stagione decisamente proficua per coloro i quali accettavano di scendere “in serie B” in fascia tricolore rispetto all’Olimpo di Montecitorio e Palazzo Madama, se si considera che a cavallo tra fine secolo e inizio Terzo millennio quasi tutti poi si sono alternati negli importanti dicasteri dei vari governi come vicepresidenti del Consiglio, Ministri dell’Interno, del Lavoro dei Beni Culturali e delle Politiche agricole. Tutta questa ricostruzione storica l’abbiamo fatta per arrivare all’emergenza odierna della politica nelle grandi città. A Milano centro-sinistra e centro-destra si debbono affidare infatti ai tecnici già “City Manager” dei sindaci Letizia Moratti (Beppe Sala) e Gabriele Albertini (Stefano Parisi), mentre a Roma prende il volo per il centro-destra il nome di Guido Bertolaso, per sostituire nella città della Madonnina il sindaco arancione Giuliano Pisapia e nella capitale lo scranno del defenestrato Ignazio Marino. E’ evidente a tutti lo stato di crisi di idee, di consensi e soprattutto di personale politico spendibile in cui versano i partiti della seconda Repubblica, nonostante in questi anni molti politici di primo piano abbiamo tentato di giocare la carta del riciclo come sindaci di grandi città, per tutti l’esempio di Piero Fassino, primo cittadino di Torino e presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci). Si ritorna dunque al passato, come si diceva in apertura, ma questa volta al posto di magistrati e imprenditori, si cerca la figura intermedia del tecnico della politica (chiamarli burocrati è troppo offensivo) in attesa che la politica compia la sua catarsi, che agli italiani passi l'”incazzatura” elettorale per tornare “come prima e più di prima” ai vecchi vizi della tradizione italiana: “fuori i secondi che il titolo mondiale è un incontro riservato ai pesi massimi, i professionisti della nobile arte”.


FONTE  PENSALIBERO

VERSO UNA LISTA CIVICA E MUNICIPALE


E' in campo la proposta per una lista civica e municipale per le amministrative | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Lunedi 15 alle 20,30 a Palazzo Marino prende corpo la proposta di una partecipazione ai processi deliberativi comunali, che riguardano la qualità della vita pubblica milanese, che non si riduca alle primarie di partito e al voto/non voto alle elezioni.
Siamo quelli dei referendum, tradotti al 30% in particolare Area C per fare cassa, quelli delle proposte di modifica dello statuto comunale e metropolitano, per moltiplicare e rendere efficaci gli strumenti della partecipazione dei cittadini alla politica pubblica che maggiormente li riguarda.
Non ci rassegnamo ad un ruolo di spettatori né alla esternalizzazione ai manager dell'esercizio della funzione politica ma non ci limitiamo a mugugnare o ad aumentare la percentuale dei non votanti.
Vogliamo provare a razzolare come predichiamo, cioè a praticare forme effetive di partecipazione, vogliamo farlo in modo aperto e trasversale, in modo tale che i cittadini di buona volontà possano confrontarsi sulle questioni concrete della vita quotidiana milanese e sugli interventi che ne definiranno il futuro. Vogliamo che possano farlo indipendentemente dalla loro cultura ed esperienza politica di appartenenza e di provenienza, trovando attraverso il confronto delle soluzioni fattibili, non slogan o proclami.
Abbiamo aperto da tempo un dialogo con le esperienze collettive che si sono messe in campo così, aperte, plurali, non rassegnate e vogliamo condividere insieme le proposte per Milano e la sua città Metropolitana.
Molti ci hanno sollecitato ma abbiamo detto che non basta delegare occorre condividere insieme la proposta e la pratica per una politica democratica degna di questo nome.
Eccoci, ora ci siamo.
E' in campo la proposta per una lista civica e municipale per le amministrative | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

sabato 23 gennaio 2016

Il doppio record: 70 Borghi Storici e tutti in degrado - i candidati Sindaco cosa pensano di fare? | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata



Segnalatelo ai candidati sindaco e chiedete loro di occuparsene. Ce ne sono 70 di borghi storici a Milano, un primato. Rappresentano ancora dei quadri pittoreschi. É la Milano lontana dai grattacieli. Risalgono al medioevo, o anche prima, sono stati ritoccati nel XVII e XVIII secolo, per cui si può dire che i borghi milanesi hanno un aspetto prevalentemente medievale-barocco-neoclassico, ognuno potrebbe adattarsi a scenario cinematografico. Un’intera civiltà, bellissima, un patrimonio unico, che poche o nessuna metropoli dispone nella stessa misura e quantità perché il territorio altrove non è storicamente altrettanto fertile da consentire un simile sviluppo di località rurali abitabili. Purtroppo, a parte significativi interventi dei soli privati, versano tutti in un degrado pazzesco, sono la vergogna della città, quando il loro recupero potrebbe essere il suo vero fiore all’occhiello, schema di buona amministrazione, di rilancio delle periferie popolari (non sempre e non troppo, però). Qualche volta, ad onor del vero, l'amministrazione comunale è intervenuta, ha cercato, tramite interventi sporadici, di sistemare almeno quelli più popolati. Ma si tratta sempre di interventi di scarso impegno, insufficienti e talvota perfino sbagliati. 
O milanesi! Qui sotto e in allegato, ecco un piccolo saggio della vostra città, quella che non volete vedere. Preferite sognare la riapertura della Cerchia dei Navigli, nonostante quel paesaggio sia stato completamente cancellato dalla furia iconoclasta dei vostri nonni e cementificatrice dei vostri padri. Ma questi dei borghi sono angoli veri, autentici, meritano la precedenza assoluta anche perché stanno cadendo a pezzi e come voi rimproverate a chi vi ha preceduto di essere stati insensibili nel distruggere la Milano di Stendhal, così i vostri discendenti vi rimprovereranno aspramente di non avere saputo salvare quello che resta di quel mondo, di non averli messi in sicurezza, di avere distrutto gli ultimi lembi di un paesaggio che sopravvive a malapena fra un mare inammissibile di cemento.
I borghi sono una risorsa, sappiatelo.



Il doppio record: 70 Borghi Storici e tutti in degrado - i candidati Sindaco cosa pensano di fare? | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

venerdì 22 gennaio 2016

Sono partite le Primarie del Centro-Sinistra. Chi vincerà? E chi vincerà, sarà anche il Sindaco? | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Sono partite le primarie del Centro-Sinistra che si concluderanno domenica 7 Febbraio ed è iniziata quindi anche la Campagna Elettorale.
Sono ben 2 anni che su PartecipaMI è iniziata la discussione sulle Comunali Milano 2016, dieci mesi dal mio primo intervento e 1 mese dalla mia ultima discussione nelle quali miravo alla scelta, da parte dei Cittadini e non dei partiti, di un Sindaco che sia in grado di garantire, oltre ad una buona conduzione Amministrativa-Politica-Sociale della città, anche e soprattutto l’identificazione del sistema di corruzione che ha gravato anche sulla gestione Pisapia, girando intorno alle opere di EXPO - e non solo di EXPO – ed ha interessato oltre alla Regione, anche il Comune.
La prima cosa che chiedo al nuovo Sindaco è di far in modo che vengano trovati ed eliminati non solo i "manovali, ma soprattutto i "MANDANTI", perché come Antonio Di Pietro ha recentemente ribadito, «Milano è l’espressione più chiara del fatto che non è cambiato nulla dalla prima Repubblica. La city milanese tesse gli stessi intrighi di potere che c’erano durante Tangentopoli». (nella mia ultima discussione si trovano i dettagli con nomi e cognomi degli arrestati ed inquisiti per il Comune di Milano).
La mia proposta però non è stata accettate da Antonio Di Pietro, Simbolo di Mani Pulite (o Tangentopoli), che preferisce star fuori da questa bagarre per cui, se non ci saranno altre proposte interessanti della Società Civile, dovremo... mangiare questa minestra.
I candidati alle Primarie sono 4 (in ordine alfabetico):
Francesca Balzani, attuale Vice Sindaco
Antonio Iannetta, che non conosco
Pierfrancesco Majorino, attuale Assessore alle Politiche Sociali
Giuseppe Sala, Commissario unico di EXPO - convertito sulla via della Leopolda (o del Nazareno...) – e “pupillo” di Renzi
Per il Calcolo delle “possibilità” (e non Probabilità, che è un calcolo scientifico), il vincitore delle Primarie sarebbe Sala per cui ritengo utile fare un’analisi dei suoi trascorsi e comportamenti.
Ma meglio di come possa io analizzare la “conversione” di Sala alla Sinistra, lo ha fatto Gianni Barbacetto nell’articolo che allego “Oggi Sala fa il compagno. Ieri era l’uomo della Moratti”, che vi invito a leggere.
Gradirei infine il vostro parere oltre a notizie su Antonio Iannetta che non conosco affatto, su Francesca Balzani, della quale non conosco molto e su Pierfrancesco Majorino che invece conosco bene da molto tempo.
Cordiali saluti e... Buona Discussione
Sono partite le Primarie del Centro-Sinistra. Chi vincerà? E chi vincerà, sarà anche il Sindaco? | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

mercoledì 13 gennaio 2016

ALFABETO ELETTORALE 2016

 07marossi01FB

by




A Assessori. C’è chi li accusa di aver tradito il sindaco e di essere saliti sul carro del vincitore, di averci scassato i cabasisi con la continuità pisapiana che altro non era il Michelisiano “istinto di autoconservazione in politica” e cioè la tutela del posto loro. Non condivido. Hanno fatto i fedelissimi fin che hanno potuto poi quando hanno capito che si preparava per loro una Jonestown hanno cercato di salvarsi. Sono loro a sentirsi traditi, sedotti e abbandonati. Certo un pizzico di stile in più, specie per alcune assessore, non avrebbe guastato: troppo rapide nell’applicare il “morto un papa se ne fa un altro”.
B Baruffe. Il termine baruffa in linguaggio chiozzotto, veneziano e toscano, significa confusione, mischia, azzuffamento di uomini o di donne, che gridano, si battono insieme. È il termine che meglio descrive quello che avviene in SEL. Partecipano? Non partecipano? Si alleano? Non si alleano? Si presentano? Non si presentano? Si espellono? Non si espellono? Balzani? Majorino?

C Candidati. Se durante le feste natalizie vecchi compagni di classe liceali e antiche fidanzatine dell’oratorio vi hanno chiamato per gli auguri, non è perché siete improvvisamente tornati simpatici ma perché i voti si contano e non si pesano e le preferenze sono rare (cosa rara, cosa cara). Ben 369 (leggasi trecentosessantanove) candidati nel 2011 presero tra 1 e 10 voti (non parlo di quelli che di voti non ne hanno preso neanche uno perché palesemente candidati farlocchi), ben 15 liste sono state sotto l’1% . Vediamo se si riesce a fare peggio
D Dimissioni. Obsoleta pratica invocata ai tempi di Berlusconi per la quale prima di candidarsi occorreva dimettersi da incarichi pubblici. In queste primarie assessorilmanageriali la ricorda solo un cippo marmoreo ideale eretto alla memoria di Ada Lucia De Cesaris, unica vittima del suo uso.
E Eventi / Endorsment. Si contano le presenze si scrutano le assenze, si litiga sui numeri, ci si affanna per salire sul palco, si cerca di mimetizzarsi tra la folla. Mi si nota di più se vado o non vado? Come mi vesto? Porto la famiglia? Quale? Ma sopratutto all’evento si parla dell’endorsment. Quelli che contano sono quattro: 1) del sindaco dato al 90% per la Balzani al 10% al silenzio; 2) di Repubblica. Balzaniana con qualche meches majoriniste; 3) del Corriere al 40% Sala, al 20% Balzani, per il resto in campana; 4) dell’apparato politico parlamentare del PD. I renziani con Sala come quelli che in generale sperano di essere rieletti. Con la Balzani gli altri. Con Majorino i romantici e quelli che sperano nella tutela delle specie in via di estinzione.
F Fesserie. La più clamorosa delle fesserie ripetuta come un mantra per mesi è: “prima il programma poi i candidati”. Che servisse a prendere tempo era evidente; che a oggi nessuno, nemmeno per scherzo, abbia prodotto qualcosa di diverso da un compitino da prima elementare della politica è indecoroso. Di certo risulta chiaro che su Area C, scali ferroviari, alleanze elettorali, Post Expo i candidati e i partiti hanno idee diverse. Scusate se è poco
G Giunta. Per qualche anno luogo dove si è elaborata la politica amministrativa. Da qualche tempo location del film “dieci piccoli indiani … e poi non rimase nessuno”.
H Harakiri. L’unico termine che mi viene in mente per definire la strategia di Pisapia, con uno stile però alla Forrest Gump o alla Candide. Prima del supremo gesto pare che leggesse Balzac: “La maggioranza degli esseri umani dimentica tutto, tranne di essere ingrata”.
I Inquisito. É l’arma segreta degli anti Sala: l’avviso di garanzia. Se vedete dei signori/e attempati/e danzare curiosamente nei parchi pubblici è perché emulano la danza della pioggia: stanno invocando il dio della procura, sperando nell’arrivo del temporale. Altri, specie nel centro destra, compulsano archivi.
J Jella. É politicamente scorretto ma quando vedo Nando Dalla Chiesa e Stefano Boeri autorità indiscusse del mondo dei trombati comunali supportare la Balzani suggerirei alla signora una qualche cautela del tipo recitare 30 volte al dì “Sciò sciò ciucciuvè … uocchio, maluocchio … funecelle all’uocchio … aglio, fravaglio, fattura ca nun quaglia, corne e bicorne, cape’e alice e cape d’aglio … diavulillo diavulillo, jesce a dint’o pertusillo … sciò sciò ciucciuvè … jatevenne, sciò sciò … “.
K Killer. C’è in tutte le campagne elettorali quello che si incarica del lavoro sporco. Alle precedenti primarie fu Onida per Boeri. A queste chi sarà?
L Liste. Frenesia da lista è quella malattia per cui con l’approssimarsi del voto decine di aspiranti leader, assessori, consiglieri pensano di misurarsi con una lista autonoma, in genere civicoqualchecosa. Frenesia che si riduce con l’approssimarsi della data ultima di presentazione delle stesse, perché le liste hanno bisogno di voti per vivere. Giova ricordare che alle elezioni comunali del 2011 ben 16 liste non ebbero eletti e a quelle del 2006, 21.
M Moglie. Si sa la colpa è sempre della moglie. Così la signora Sasso in Pisapia è stata accusata di a) aver costretto il marito a rinunciare b) aver costretto il marito a litigare con i fedelissimi arancioni c) aver costretto il marito a sostenere la Balzani. Il tutto per meschine ragioni a) ci abbiamo una certa età chi ce lo fa fa b) questi stronzi sono ingrati c) teniamo famiglia. Mi sembrano critiche da portinaia, vivaddio se si deve criticare il sindaco lo si faccia con più dignità senza prendersela con la moglie. Tra l’altro “riguardati ci hai una certa età” è uno slogan nazionale, lo dicono anche a me che ho quarant’anni.
N NCD. Misteriosa sigla che oltre alle Non Communicable Diseases identifica indispensabili supporter romani del governo Renzi, fondamentali protagonisti della compagine ministeriale che però a Milano genera un disgusto e provoca allergia. Curiosamente in prima fila con questa allergia i renziani locali. Faccio una previsione: guariranno quanto più ci si avvicinerà alla data di presentazione delle liste.
O Oblio. Sono tutti convinti che il 7 febbraio si elegge il sindaco. Dimenticando che le liste e i candidati si presentano a maggio e che si vota a giugno. Ricordiamo le parole dell’insigne Rosanna Fratello: Sono una donna, non sono una santaTre mesi sono lunghi da passare.
P Penatiani. L’accusa per molti giovani PD è stata quella di essere figliocci di Penati (che qualche qualità l’aveva visto che i ragazzi sono quanto di meglio prodotto dal Pd in questi anni). L’accusa riguarda tra gli altri Maran, senza ironia il mio assessore preferito (non ho la patente e uso quotidianamente i mezzi Atm), che ha pensato bene di scrollarsela di dosso con un finto autogol, confermando l’affermazione del giornalista “la Balzani non è una di noi”. Noi chi? I milanisti? I massoni? I boy scout? Gli scambisti? I Desposyni? Il mondato Penati ha colto l’occasione per ricordare che se uno dice cretinate non può essere penatiano. Ma con questa cretinata Maran è diventato il numero 1 del Pd pro-Sala. Mossa magistrale.
Q Quattrini. Le campagne elettorali siano esse primarie o reali si fanno con i danè. All’unanimità nessuno dei contendenti ne parla, aspettiamo fiduciosi anche perché al riguardo c’è una legge.
R Regione. Anche se non sembra le elezioni milanesi preparano quelle regionali. Quando Sala sarà sindaco restituirà il favore al suo più strenuo sponsor, ovvero Martina? Non che Pisapia sia stato di grande aiuto ad Ambrosoli, ma quello forse era un caso disperato.
S Salotti. Oggetto di invidia per tutto l’anno, i salotti diventano oggetto di reprimenda retorica in campagna elettorale. In genere chi per mesi ha agognato di esserci invitato ne parla male. Pura invidia. Non tutti i salotti milanesi sono uguali. Il salotto Kuliscioff (in mostra al Museo del Risorgimento ancora per poco) e il salotto Sarfatti hanno fatto la storia della città e non solo.
T Turno. Se ci sarà un secondo turno avremo una prova generale delle prossime politiche, sia in termini di comportamento dei partiti (alleanze, apparentamenti) sia in termini di comportamento degli elettori. Comportamenti alla francese o alla argentina?
U Unità. Quella che verrà proclamata l’8 febbraio. Tuttavia essendo le opinioni dei balzaniani le seguenti: “Non c’è differenza tra centrodestra e Sala. Majorino è alleato di Sala.“; quelle dei majorinisti “Non c’è differenza tra centrodestra e Sala. La Balzani è alleata di Sala.” quella dei saliani: “Non c’è differenza tra Balzani e Majorino, dietro ci sono gli estremisti e gli antirenzi. Sono alleati del centrodestra.”, e cito solo le opinioni riferibili, la proclamazione appare un po’ retorica.
 V Voti. Alle europee hanno votato in 585.000, alle regionali in 731.000, alla Camera in 732.000, alle comunali in 673.000. Questa volta? Per fare il consigliere ci vollero almeno 1.480 preferenze in Forza Italia, poco più di 300 nel Pd (dopo varie dimissioni), 400 nella Lega, 700 in SEL, 470 nei Civici, più di 500 in IDV e Sinistra per Pisapia, 1.885 nei radicali. Questa volta? I grillini presero il 3,5% alle comunali, il 14,2 alle europee, il 16,9 alla Camera. Questa volta? Alle primarie del 2010 votarono in 67.499, Pisapia ottenne il 45,36% contro il 40,16 di Boeri. Ferrante aveva preso 56.000 voti su 80.000 elettori. Questa volta?
W Wow. Esclamazione usata da molti quando si sono lette tra le firme dell’”accordo tra le forze politiche del centro sinistra milanese” quelle della Lista Moratti (Milly non quella vera), di Democrazia solidale, del Centro Popolare di Marcora. Lo stesso stupore degli abitanti di Betania ai tempi di “alzati Lazzaro e cammina”. Con una differenza: dopo la firma questi li hanno ritumulati.
X Fattore x. Dicesi di “Di cosa o persona sconosciuta, non identificata, non determinata” che potrebbe cambiare il corso della campagna. Parliamo di CL. Per alcuni una P2 degli affari manovrata da oscuri personaggi che è già infiltrata nel sistema di Sala per perpetuare il potere formigoniano e che snaturerebbe la coalizione. Per altri un pezzo del centro destra governativo che a fronte del nuovo corso renziano si sta spostando verso il centro sinistra rinsanguandone la componente moderata. Per me un organizzazione politica cattolico moderata tra le tante, elettoralmente neppure tanto importante.
Y Parliamo di sesso. Se vedete candidati compulsare nervosamente l’elenco dei cuori solitari non è per problemi di singletudine ma perché con la Legge n. 215 del 23 novembre 2012 è stato approvato il “riequilibrio delle rappresentanze di genere” nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Grazie a quanto previsto da questa legge, nelle elezioni amministrative i cittadini dei comuni superiori ai 5.000 abitanti potranno esprimere due preferenze purché riguardanti candidati di sesso diverso. Se si votano due persone dello stesso sesso, la seconda preferenza viene annullata quindi tutti alla ricerca dell’anima gemella.
Z Zone. Dovrebbero trasformarsi in piccoli municipi e difatti i candidati aumentano. Curiosamente mentre da mesi si discute di come e con quali alleanze scegliere il sindaco nessuno parla delle zone e dei loro presidenti eletti (forse) con lo stesso meccanismo. I motivi sono: 1) a nessuna persona non coinvolta direttamente importa alcunché 2) si dovessero fare delle primarie sbarellerebero tutti i conti delle nomenclature che qualcosa vogliono pur decidere 3) per i candidati a sindaco o consigliere le primarie di zona sono solo rogne e creano imperiture inimicizie. Oltretutto il regolamento è ancora da approvare. Con quale maggioranza? Vedrete che si troverà una qualche ragione per ritardare e rinviare.
Walter Marossi


FONTE http://www.arcipelagomilano.org/policy

venerdì 8 gennaio 2016

Giovanna Passera ad Affari: la nostra candidatura va oltre i partiti | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata


Giovanna Salza, moglie di Corrado Passera, a tutto campo con Affaritaliani.it: "Mai avuto dubbi sulla candidatura. Incoraggio molto Corrado per la passione e il cuore che ci sta mettendo. Una scelta certo non comoda, da luglio sta girando la città quartiere per quartiere. Dalle 8 di mattina alle 9 di sera in giro per Milano, maturando una conoscenza unica"
Di @Andrea_Radic
Mercoledì, 6 gennaio 2016 - 15:35:00


"La politica è una scelta di vita che coinvolge tutta la famiglia, i suoi figli e me come moglie e compagna di vita. I momenti e le sfide sono diversi da Ministro, a banchiere a candidato Sindaco. La nostra è una candidatura indipendente che va avanti da Luglio e si rivolge ad un elettorato liberale, popolare e mi pare che il riscontro quotidiano sul territorio lo dimostri come i sondaggi che vanno dal 12 al 16 per cento. Corrado ha maturato conoscenza della città ma ha una voglia unica di imparare ulteriormente integrandola con un'esperienza professionale molto importante.
Intervistata da Affaritaliani.it al pranzo della Befana per i senzatetto organizzato dai City Angels, Giovanna Salza tra un piatto di risotto e un passaggio in cucina per portare via i piatti, descrive l'esperienza che sta vivendo con la candidatura a Sindaco di Milano del marito Corrado Passera.
Se dietro ogni uomo di successo c'è una donna che lo sostiene, qui abbiamo la conferma con una persona solare, comunicativa e indubbiamente elemento importante del lavoro elettorale.

Per nulla distante nè infastidita dalla situazione usa il plurale "la nostra candidatura" descrivendo le giornate del candidato che durano dal mattino presto a sera inoltrata. Ci crede molto e lo dice senza ritrarsi. anche se chiosa "Il candidato è lui, è lui da intervistare. Quando verrà per la diretta streaming dalla redazione di Affaritaliani.it sarò con lui, ma dietro la telecamera".

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A GIOVANNA SALZA


Completamente diversa dagli attegiamenti di alcune"first lady o first sciure" cui siamo stati abituati, la signora Passera risponde, parla e si rende partecipe dell'avventura politica del marito. La lasciamo che serve il panettone ai clochard e accenna cantando il motivo che il gruppo suona dal palco.

La conclusione è che se dovesse andar bene a Corrado, la rappresentanza istituzionale femminile sarà di livello. Ma la domanda è...basterà ?
Giovanna Passera ad Affari: la nostra candidatura va oltre i partiti | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

martedì 5 gennaio 2016

Lavoro e disoccupazione, la Giunta Pisapia ha fallito | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Ormai è un dato di fatto. L’amministrazione Pisapia, che aveva promesso di risolvere la piaga della disoccupazione dei milanesi, ha fallito. E la battaglia per lo sviluppo economico è stata persa.
LE SPINE DI PALAZZO MARINO – Occupazione, sviluppo, crescita, riqualificazione. Le sfide perse di Pisapia in ambito economico non si contano. Senza contare il mancato rilancio e soluzione di vari punti critici della vita cittadina: per esempio Scali ferroviari e Ortomercato. Dopo la pausa natalizia saranno molti i milanesi che saranno ancora senza lavoro. I dati sull’occupazione nel capoluogo lombardo infatti non migliora rispetto a dodici mesi fa. Una giunta che secondo molti ha dimostrato inerzia anche sui temi economici, lasciando un’eredità infinitesimale dal punto di vista progettuale. Nessun piano di sviluppo concreto, nessuna visione sul futuro dei lavoratori milanesi. Solo, purtroppo, una tassazione da record.
L’ATTACCO – “La maggioranza ha messo colpevolmente da parte il bene della comunità per il vergognoso scontro politico che si sta consumando all’interno della coalizione di sinistra in vista delle primarie”, dichiara Corrado Passera, che attacca la gestione Pisapia-Balzani. “Il candidato-commissario-Amministratore Delegato da sempre di sinistra, incorruttibile, che invoca continuità con l’attuale amministrazione, si vanta di aver creato “tanto tanto lavoro”, riferendosi a quello temporaneo, quando non addirittura gratuito, attivato con Expo: ben altra quantità e qualità di lavoro servono ai milanesi che hanno raggiunto il record storico della disoccupazione. Per rilanciare il mercato del lavoro e quindi lo sviluppo di Milano”, conclude Passera  “ci vorrebbe una visione strategica a lungo termine. Quello che Pisapia e Balzani non sono stati in grado di dare”. 

Lavoro e disoccupazione, la Giunta Pisapia ha fallito | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

martedì 29 dicembre 2015

Una Lista Municipale autonoma dagli schieramenti per il 2016 | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata

Come promotori della lista civica "Costituente per la Partecipazione - La Città dei Comuni" vogliamo valutare insieme ai cittadini interessati la nostra ipotesi di presentazione di una lista municipale aperta a tutti e autonoma dagli schieramenti.
A noi sembra la soluzione più adeguata per valorizzare competenze, progetti ed esperienze, tanto estranei a logiche di potere e schieramenti, quanto indispensabili per il futuro di Milano. 
Alle elezioni di secondo livello per il Consiglio Metropolitano abbiamo riunito le esperienze dell'impegno civico, referendario, riformatore ed innovatore, di tanti sindaci e consiglieri che si sono liberati dagli schieramenti asfittici per giocare energie e proposte all'altezza di una città mondiale.
Grazie alla determinazione di molti, incuranti delle diffide dei partiti maggiori, abbiamo eletto due consiglieri, Roberto Biscardini e Marco Cappato,
Lo abbiamo fatto in contemporanea con la presentazione del ricorso alla Corte Costituzionale contro una elezione di organi istituzionali interdetta ai cittadini e con la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare per l'elezione diretta di sindaco e consiglio metropolitani,
Oggi, constatiamo la mancanza di possibilità cocrete di partecipazione informata al processo deliberativo, una mancanza di confronto e visione sul futuro di Milano, vedi il dopo Expo o l'Ortomercato, le Aree Ferroviarie in dismissione, la Villa Reale di Monza.
Siamo convinti che le buone idee per migliorare Milano e costruire risposte concrete arrivano innanzitutto da chi vive la città e ha voglia di partecipare effettivamente alle decisioni.
Per questo vogliamo iniziare in modo pubblico il confronto sulla necessità della presentazione di una lista municipale capace di rispondere agli interessi generali degli abitanti attuali e futuri di Milano e non ad interessi particolari che fino ad ora hanno diretto le scelte sia immobiliari, vedi la valutazionefondiaria delle aree del sito Expo, che nel trasporto pubblico, vedi tracciato-piano finanziario-esautoramento del consiglio comunale della M4. Il tutto ignorando sostanzialmente la volontà espressa dai milanesi con i referendu, a parte Area C per fare cassa.
Un confronto che passa anche da partecipaMi :-)
Una Lista Municipale autonoma dagli schieramenti per il 2016 | e-participation ed eventi a Milano e sua area metropolitana: cittadini e amministratori assieme per una citta' partecipata